Accorpamento CamCom: Siracusa e Ragusa insieme per una grande economia in Sicilia

di Giuseppe Bianca

«La Camera di Commercio di Siracusa deve accorparsi con Ragusa, è stato questo sempre il nostro pensiero in tempi non sospetti opponendoci alla supercamera e al canto delle sirene catanesi. L’autonomia territoriale di Siracusa e Ragusa rappresenterebbe una forza inedita per le due provincia e per l’intero tessuto economico siciliano il quale farebbe paura a tanti.
Il presidente della Regione ha ribadito recentemente al ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, di revocare l’accorpamento delle camere di commercio di Catania, Siracusa e Ragusa. Il governatore Rosario Crocetta ha accolto l’invito delle associazioni datoriali siracusane, risollecitando al ministro la valutazione di un provvedimento che di fatto scioglierebbe il vincolo che finora lega i 3 enti camerali. Nella lettera al ministro Calenda, Crocetta allega la nota precedente, quella del 3 febbraio, con la quale motivava l’esigenza di accogliere le istanze provenienti dal territorio siracusano, alla luce delle innovazioni normative introdotte dal decreto legislativo del 25 novembre.
La nota di Crocetta al ministro Calenda sembra una conferma della Regione ad accogliere le istanze delle associazioni di categoria che si oppongono all’accorpamento delle tre camere di commercio. Anche Unioncamere, applicando i criteri della legge di riforma, ha inviato la proposta definitiva delle 60 camere, inserendo Siracusa con Ragusa, mentre Catania andrà da sola perché considerata area metropolitana autonoma.
Adesso la decisione ultima passa al Ministero dello Sviluppo economico che può trasmetterla al consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva o convocare un’altra seduta della Conferenza Stato-Regione per richiedere nuova- mente l'intesa. «In questo caso – dice l’ex presidente della camera di com- mercio di Siracusa, Pippo Gianninoto - la deputazione parlamentare nazionale deve essere presente e pressante, così come hanno fatto i deputati regionali nei confronti di Crocetta, perché nessuna regione si opponga». «Nel caso nostro – dice Gianninoto - Catania è area metropolitana e può avere la camera singola, mentre Siracusa e Ragusa, sempre con i criteri di legge, essere accorpate. E questo è ciò che i deputati e il territorio di Siracusa nella quasi totalità e il territorio di Ragusa in grande maggioranza hanno evidenziato al governatore».
La recente modifica del decreto legislativo, che apre di fatto la possibilità di recedere dall’accorpamento degli Enti camerali apre scenari percorribili e necessari.
L’obiettivo dei catanesi è il grande business SAC. Al centro di tutto c'è la gestione della Sac e la pianificazione della sua quotazione in borsa. A seguito dell'accorpamento, la supercamera ne diventerebbe azionista di riferimento e il colpo di scena catanese: Pietro Agen, ne sarà il presidente, il nuovo soggetto forte. Cambiando le carte in tavola. Con un nuovo management alle porte. E Ragusa convinta così com’è dell’accorpamento casca in pieno nella sottile strategia dei catanesi sempre pronti allo slogan del famoso Patto del Sud Est, invocando tuoni e saette con i siracusani rei di aver capito l’inganno. Con la speranza che i ragusani si ravvedono in tempo anche loro. Siracusa e Ragusa non possono che condividere questo destino di aggregazione. Lo ha già capito il mondo sindacale. Cisl e Uil hanno già aggregato le loro rispettive strutture di Siracusa e Ragusa; in qualche caso includendo anche Gela. La politica non vuole ancora capirlo. Come al solito ogni partito, ogni gruppo, ogni big non intende mollare le proprie piccole roccaforti per guardare avanti con politiche di ampio respiro.
La stessa cosa dovrebbe ora avvenire in campo politico e istituzionale: Siracusa e Ragusa dovrebbero aggregarsi in una sola Unione; senza temere di perdere alcunché. Con le aggregazioni non si perde mai nulla: si guadagna. E le diversità fra le due realtà territoriali, lungi dal costituire motivo di ostacolo, sarebbero invece due rilevanti risorse per dar vita a qualcosa di più ampio e più forte.
Del resto le alterne vicende della storia hanno sempre visto le due realtà territoriali di Siracusa e Ragusa, con i rispettivi hinterland, insieme. Allora si che questo territorio potrebbe ad ambire per competitività e ricchezza territoriale al primo della classe in Sicilia con benefici a cascata. L’invito per i fratelli ragusani è quello di ravvedersi e non cedere alle lusinghe e alle promesse magiche dei catanesi perché alla fine si troveranno con un pugno di mosche in mano.

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